Professioni inadatte a una donna?


La presenza femminile sullo schermo e dietro le quinte nelle serie crime italiane

Il recente ritorno di Imma Tataranni (Rai) e Petra Delicato (Sky) conferma la popolarità del giallo e del noir, tra letteratura e televisione, e quel rinnovato protagonismo femminile nel genere che, sotto la spinta del prestigio internazionale delle detective del Nordic Noir, ha gradualmente preso forma anche nella televisione italiana, almeno dal 2015 in poi.

Personaggi come Petra e Imma, pur così diverse, hanno il merito non solo di rinnovare la rappresentazione femminile, mostrando per esempio i cambiamenti nei comportamenti sessuali e nella divisione dei ruoli in famiglia, ma anche di far vedere, per differenza, le trasformazioni nelle identità maschili, attraverso i personaggi con cui le protagoniste interagiscono.

Ma quanto, ci siamo chiesti, Imma e Petra possono essere considerate casi emblematici di un rinnovamento davvero più generale? E che cosa scopriamo, se andiamo a indagare la presenza femminile tra i professionisti del settore creativo che hanno realizzato le due serie? E se ampliamo lo sguardo alle altre serie crime prodotte in Italia dal 2015 a oggi? Cosa possiamo osservare se incrociamo la variabile del genere sessuale con altre caratteristiche come la razza, la provenienza geografica, l’età? Quanta diversità c’è nelle serie crime italiane, quanto spazio per tratti e gruppi tradizionalmente sottorappresentati?


Per provare a rispondere a queste domande, abbiamo analizzato 62 serie crime italiane uscite dal 2015 a oggi, tracciando più di mille professionisti dietro le quinte e 1.353 personaggi. I primi risultati di questa ricerca saranno presentati da Valentina Re e Marica Spalletta, dell’unità di ricerca della Link Campus University, al convegno internazionale Media Mutations 13 – Audiovisual Data: Data-Driven Perspectives for Media Studies” (Università di Bologna, 6-7 ottobre 2022) in una relazione dal titolo: “Unsuitable jobs for women. Women’s behind-the-scenes employment and women’s on-screen representations in Italian TV crime drama”.
Regia, fotografia, produzione, casting… sono davvero tutte professioni “adatte a una donna”? E quanto sono “adatte alle donne”, oggi, le professioni del crime, dal detective all’avvocato, dal medico legale al magistrato?