
Nel 2013, la studiosa Charlotte Brunsdon parlava di “ipervisibilità” delle donne poliziotte in televisione. Ma se provassimo a tornare al 2013 e restringessimo lo sguardo al panorama televisivo italiano, di questa “ipervisibilità” non troveremmo traccia. Occorre infatti attendere il 2015 affinché delle investigatrici professioniste nel ruolo di protagoniste comincino ad affermarsi in maniera sistematica nelle serie crime italiane, spesso in dialogo con i modelli provenienti dal Nord Europa e in una relazione di discontinuità, più o meno marcata, con modelli e tradizioni nazionali.
Oggi, la popolarità di personaggi come Imma Tataranni e Lolita Lobosco sembra suggerire che la rappresentazione della detection femminile sia ormai un “dato di fatto” nella serialità italiana. Ma è proprio così? Che cosa riusciamo a scoprire, se proviamo a “misurare” con maggiore precisione le protagoniste femminili delle serie crime dal 2015 a oggi? Dove vivono, e quanti anni hanno? Sono tutte poliziotte? E se ci spostiamo dietro le quinte delle serie crime, quante sono le donne impegnate in ruoli creativi, produttivi, tecnici?
La mappatura qui proposta restituisce un quadro della produzione televisiva e delle narrazioni crime italiane che, seppur in movimento, resta ancora segnato da profonde disparità di genere e da canoni rappresentativi che riducono il potenziale e il valore della diversità in tutte le sue componenti (per esempio socio-culturali, di età, di orientamento sessuale).
Alcuni dati
- Le serie con protagonista femminile rappresentano il 34% delle serie crime prodotte in Italia nell’ultimo decennio
- Le serie con protagonista femminile registrano un “boom” tra il 2018 e il 2020 (50%), ma la stagione 2023-2024 segna il picco negativo (13%)
- Tutte le protagoniste sono bianche e di origine italiana, e solo una esprime un orientamento non eterosessuale. Le donne over 50 sono solo il 3%
- Nelle serie crime italiane dell’ultimo decennio le sceneggiatrici sfiorano il 30%, ma le registe sono solo il 10% e le produttrici solo il 18,9%
- In alcuni ruoli, come la musica e il suono, la presenza femminile dietro le quinte è pressoché inesistente; le direttrici della fotografia sono solo il 5,7%
- I ruoli con una predominanza femminile sono costumi (85,9%), casting (74,4%) e make-up (71,3%)
- In alcuni ruoli il divario di genere è meno marcato ma le donne restano sottorappresentate, per esempio montaggio (17,2%) e scenografia (24,1%)
Note metodologiche
DIETRO LE QUINTE
Numero totale serie: 75.
Numero totale episodi: 928.
Numero credits mappati: 18.466.
Metodologia: analisi estensiva su tutti gli episodi di ogni serie.
Data collection: spoglio manuale dei titoli di testa e di coda dei 928 episodi analizzati.
Codifica dei dati: manuale, con alternative predeterminate per ogni variabile di codifica. In particolare:
- Identità di genere: l’attribuzione delle categorie “uomo” e “donna” è avvenuta sulla base del nome del/la professionista e dell’identità di genere cui tale nome è normalmente associato nella lingua italiana (dunque, il nome “Andrea” è stato sempre codificato come uomo). Nei casi di nomi non comuni nella lingua italiana (es: “Emita”), di pseudonimi (es.: “Salmo”) o di nomi collettivi (es.: “Calibro 35”), l’attribuzione è avvenuta a seguito di ulteriori ricerche condotte su fonti web. La scelta del nome biografico come parametro non consente ovviamente di mappare la categoria “intersex”.
- Location: l’attribuzione della regione è avvenuta sulla base dell’identificazione dei luoghi in cui la serie è stata girata e che nella maggioranza dei casi corrispondono ai luoghi di ambientazione della storia. Qualora il luogo di ambientazione sia finzionale, per l’attribuzione è stata utilizzata la location fattuale delle riprese. Qualora la storia/le riprese si svolgano in più di una regione, nell’attribuzione è stata indicata solo la regione della location ritenuta principale.
- Protagonista: l’attribuzione della categoria “uomo”, “donna”, “duo” o “ensemble” è avvenuta sulla base del titolo della serie, delle immagini promozionali e di altri materiali promozionali, nonché di una valutazione della rilevanza a partire dall’analisi del plot. Per la categoria “duo”, è stata effettuata una ulteriore codifica finalizzata a distinguere i duo composti da protagonisti dello stesso sesso (uomo + uomo o donna + donna) dai “duo misti” (uomo + donna).
Elaborazione dei dati: i dati sono stati elaborati in forma univariata (intero corpus testuale) e bivariata (esclusivamente gli episodi appartenenti a serie con protagonista donna) attraverso il calcolo delle frequenze semplici per singolo episodio e la media ponderata per categoria professionale.
Avendo come obiettivo quello di misurare la presenza femminile rispetto a quella maschile, ogni nome è stato conteggiato tante volte quante esso ricorre nei credits senza tener dunque conto del fatto che esso potesse fare riferimento al/alla medesimo/o professionista.
SULLO SCHERMO
Numero totale serie: 75.
Numero totale degli episodi: 75.
Numero personaggi mappati: 2.125.
Metodologia: analisi a campione dell’episodio 1×02, scelto in ragione dell’esigenza di mappare un episodio che non presentasse elementi di particolarità/specificità riconducibili alle esigenze di avviare la narrazione (primo episodio/pilot) o concluderla (ultimo episodio/finale).
Data collection: spoglio manuale degli episodi.
Codifica dei dati: manuale, con alternative predeterminate per ogni variabile di codifica.
Elaborazione dei dati: i dati sono stati elaborati in forma univariata (intero corpus testuale) e bivariata (esclusivamente le serie con protagonista donna) attraverso il calcolo delle frequenze semplici.
La ricerca è a cura dell’unità di ricerca dell’Università degli Studi Link (Roma) in collaborazione con Osservatorio GEMINI – Gender Equality & Diversity nei media audiovisivi. Raccolta ed elaborazione dati: Paola De Rosa, Valentina Re, Marica Spalletta, Arianna Vergari.