Professioni inadatte a una donna?


La presenza femminile sullo schermo e dietro le quinte nelle serie crime italiane

Obiettivi e metodologia

  • Questo report analizza, da una prospettiva intersezionale, la rappresentazione dei personaggi femminili e l’occupazione femminile nelle troupe delle serie televisive crime prodotte e distribuite in Italia tra l’autunno 2015 e l’estate 2022.
  • Il corpus è costituito da 7 stagioni televisive, 62 serie, 1.158 professioniste/i dell’audiovisivo e 1.353 personaggi.
  • Analisi a campione: i dati forniti fanno riferimento al secondo episodio della prima stagione di ciascuna serie considerata.
  • I dati relativi all’occupazione femminile provengono dallo spoglio dei titoli di testa e di coda dell’episodio campione (integrati se necessario dalla consultazione di IMDb).
  • I dati relativi alla rappresentazione dei personaggi femminili derivano dalla visione (anche reiterata) dell’episodio campione.

Principali risultati

Dietro le quinte

  • Le donne rappresentano il 31% del totale dei professionisti impiegati nella realizzazione.
  • Le donne rappresentano il 6% dei registi e il 25 % degli sceneggiatori coinvolti.
  • Tra i ruoli ricoperti prevalentemente da uomini rientrano fotografia (99%), musica (99%), suono (99%) e montaggio (87%).
  • Tra i ruoli prevalentemente ricoperti da donne rientrano costumi (84%), casting (75%) e make-up (71%).
  • Due ruoli registrano un trend positivo rispetto alla presenza femminile tra le serie prodotte prima e dopo l’autunno 2015: scenografia (complessivamente 32%, con una crescita dal 20% al 35%) e supervisione VFX (complessivamente 26%, con una crescita dallo 0% al 31%).
  • Rispetto ai ruoli produttivi, la presenza femminile si attesta al 38% nel caso del produttore delegato e al 53% se prendiamo in considerazione il produttore per il commissioner. Tuttavia, scende al 19% se consideriamo la figura del produttore principale.
  • È necessaria ulteriore ricerca qualitativa per indagare le relazioni tra sesso/identità di genere/orientamento sessuale e come questi aspetti influiscano sulle condizioni di lavoro nel settore audiovisivo.

Sullo schermo

  • I personaggi femminili rappresentano il 36% del totale dei personaggi. In relazione ai personaggi LGBTQ+, la presenza di personaggi transgender è ridotta a due unici casi in due serie. Dei personaggi il cui orientamento sessuale è desumibile dalla visione degli episodi campione (67%), i personaggi asessuali, bisessuali, omosessuali o pansessuali rappresentano il 3%.
  • Se ci focalizziamo sui personaggi di maggiore rilievo, le donne rappresentano il 41% dei lead, il 42% dei co-lead e il 46% dei personaggi episodici major.
  • Il 98% dei personaggi è di razza bianca e il 93% di origine italiana. Personaggi di colore o asiatici in ruoli di rilievo sono presenti solo in 4 serie.
  • In termini di età, la maggior parte dei personaggi (44%) si colloca nel gruppo adult (31-50 anni).
  • Seppur il 23% abbia un’età compresa tra i 51 e i 70 anni (older adults), i personaggi senior (over 70) rappresentano solo il 7% e non sono presenti personaggi senior con ruoli di lead.
  • La rappresentazione delle fasce d’età più giovani è significativa: young adults (19-30 anni) 15%; youth (14-18 anni) 7%; bambini 4%.
  • Incrociando le variabili di età e di genere, emergono chiaramente due tendenze opposte: nel gruppo older adults prevalgono i personaggi maschili (28% vs 16%), mentre la presenza femminile è predominante nei personaggi dei gruppi youth (10% vs 4%) e young adults (17% vs 13%).
  • Queste due tendenze contrapposte sono confermate dall’assenza, nel ruolo di lead, di personaggi femminili del gruppo older adults e di personaggi maschili del gruppo youth.
  • Relativamente ai ruoli caratteristici del genere crime, i personaggi femminili sono prevalenti nella veste di medici legali (45%) e avvocati/PM/giudici (40%). La loro presenza risulta minore nella veste di vittime (34%) e investigatori “amatoriali” (32%) e ancora più ridotta nei ruoli di investigatore professionista – poliziotto (21%) e criminale (19%).
  • Se ci focalizziamo sul ruolo del detective professionista, le donne rappresentano il 43% dei “main detectives” (generalmente, ispettori o vicequestori). La percentuale si riduce sensibilmente sia se scendiamo nella scala gerarchica (le donne rappresentano il 17% degli “assistant detectives”), sia, soprattutto, se saliamo, con solo il 6% di donne nel ruolo di “supervisor”.
  • È necessaria ulteriore ricerca qualitativa per indagare come l’orientamento sessuale, la condizione professionale e lo status sentimentale dei personaggi femminili siano rappresentati nelle serie televisive.

Leggi e scarica il report completo (in inglese)


Atlante del giallo